Di cosa si occupa (davvero) la psicologia?

da | Mag 7, 2021 | psicologia

Non desidero suscitare convincimenti. Desidero stimolare il pensiero e scuotere i pregiudizi” (Sigmund Freud, 2016)

Quando si sente la parola “psicologia” subito si attivano mille pensieri, svariate fantasie, molteplici interrogativi. Ma tra le tante domande, il “domandone” per eccellenza: di cosa si occupa (davvero) la psicologia?

Una domanda che sottende dubbi, perplessità, pre-giudizi soprattutto.

Ne ho esempio ogni qual volta mi si chiede che lavoro svolgo e alla risposta “sono una psicologa e psicoterapeuta (peggio ancora!)” le reazioni sono quasi sempre le stesse: si esordisce con un “oh, interessante…” per concludersi velocemente in un “allora devo stare attento a ciò che dico perché mi psicoanalizzi” piuttosto che iniziare con una cascata di racconti personali, sogni, esperienze, per poi chiedermi “che significa?”.

Come se tutto avvenisse “per magia”, cosa ci vuole in fondo? È pur sempre il mio lavoro…e si presume che ogni psicologo non faccia altro che psico- analizzare tutti, dalla mattina alla sera, al bar (almeno fin quando si poteva sostare per il tempo di un caffè), al parco, fuori dal cancello di una scuola…

A prescindere dalla specifica reazione (giusto per “colludere” e psico- analizzare la situazione) credo che in realtà tutto ciò sia espressione di una poca reale, personale, conoscenza rispetto a ciò di cui si occupa la psicologia, vi siano ancora molti pre-giudizi e rispetto al lavoro dello psicologo, per non parlare dello psicoterapeuta!!!

 Ed è proprio a partire dal pregiudizio e in particolar modo dai pregiudizi intorno a questa professione che intendo aprire una riflessione, non per “suscitare convincimenti” ma per “stimolare pensiero”, riprendendo la citazione di apertura…

Già Freud, infatti, in una registrazione conservata nel Freud Museum, racconta della forte resistenza riscontrata nei confronti della psicologia e nello specifico della psicoanalisi.

Ma se Freud vivesse ancora oggi, probabilmente pronuncerebbe le stesse identiche parole.

Partiamo allora proprio da qui, dal pregiudizio. Sappiamo davvero cos’è?

Il termine viene dal latino prae, “prima” e iudicium, “giudizio” e sta ad indicare appunto un giudizio che viene pronunciato prima ancora che vi sia esperienza, concepito non per conoscenza precisa e diretta del fatto o della persona, ma sulla base di voci e opinioni comuni.

Il pregiudizio dunque ha radici nel sociale, si forma sulla base del “sentito dire” dagli altri e può esercitare un forte influenza su ciascuno di noi.

C’è pertanto differenza tra “concetto errato” e “pregiudizio”:

-il primo si modifica, si è disposti a correggerlo potremmo dire, davanti ad una esperienza che ne evidenzia l’inesattezza;

-il secondo invece è un pensiero che resta irreversibile davanti alla luce di nuove conoscenze. Pur davanti a chiare evidenze di inesattezza, continuiamo a restare di quell’idea…

Verrebbe da dire che “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…”

Qualche esempio di pregiudizio?

Pensiamo a quante volte abbiamo evitato di sedere su un mezzo pubblico accanto ad una persona di colore o ai nostri occhi immigrata, anche a costo di restare in piedi, prediligendo posti vicino a “co-nazionali”.

Oppure a tutte quelle volte in cui, abbiamo “buttato l’occhio” magari cercando di non farci vedere, o al contrario, ci siamo sentiti “notati”, guardati per qualche difetto fisico, una disabilità, l’età (pensiamo agli anziani), l’orientamento sessuale o anche solo l’aspetto fisico.

Ma ci sono altre forme di pregiudizio…

Andare dallo psicologo…

Eh già… È uno dei pregiudizi più diffusi e anche più difficili da “sfatare” e tanti sono i pensieri pre-costruiti ed errati intorno a questa professione…

Negli ultimi anni i vari ordini professionali hanno intrapreso una vera e propria campagna di “sensibilizzazione” nel tentativo di “conoscere” e “sfatare” alcuni “miti” costruiti intorno alla professione psicologica.

Solo per citarne alcuni:

lo psicologo è il medico dei matti

dallo psicologo ci va solo chi è debole

è impossibile risolvere i problemi solo parlando

se si tratta di parlare…io ho tanti amici! Che mi ascoltano… e pure gratis!

Ce ne sarebbero anche molti altri, rispetto ai costi, alla durata (interminabile secondo i più), all’idea che lo psicologo manipoli la mente e legga nel pensiero al primo sguardo…e chi più ne ha più ne metta.

Perché sono pregiudizi?

Perché se è vero che il pregiudizio è un giudizio formulato senza che ci sia esperienza diretta, molti di questi pensieri circolano proprio perché non è mai stata data la possibilità di verificarne l’inesattezza, la non veridicità di ciò che si pensa.

E se capita di avere un problema, si finisce di certo per escludere a priori la possibilità di chiedere un aiuto psicologico, precludendosi una esperienza che invece può aprire a realtà ben diverse da quelle pensata!

Insomma è davvero un cane che si morde la coda!

Ci si può allora chiedere:

si può superare un pregiudizio?

La risposta è sì, anche se il percorso può essere particolarmente complesso, ma non impossibile 💪

Le basi su cui si fonda sono molto solide, molto profonde…

Si costituisce nelle relazioni abbiamo detto, sul “sentito dire” da chi ci sta accanto, da chi stimiamo o amiamo, dal contesto culturale e sociale nel quale siamo nati, cresciuti e nel quale siamo profondamente e visceralmente immersi…

Se quindi è nella rete di relazioni in cui siamo immersi che tutto ha origine, viene da sé che sarà propri nelle relazioni o meglio, attraverso le relazioni che si può superare, modificare, un pensiero pregiudizievole.

Come? “Basta” entrare in contatto vero, reale, con l’Altro che tanto spaventa; “basta” essere disposti a mettere in discussione le proprie rigidità di pensiero. Basta “volerlo” verrebbe da dire…

Ed è proprio intorno ad alcuni, fra i tanti, pregiudizi intorno a questa figura, che è anche la mia figura, che voglio provare, nei prossimi articoli, ad aprire nuovi spazi di riflessione…

Capire insieme, come può essere utile la psicologia, e di cosa si occupa lo psicologo.

È davvero il medico dei matti? Davvero parlare non serve a nulla?

Domande che meritano attente risposte…

 E chissà che pian piano, goccia dopo goccia, anche questa dura pietra, non possa essere scalfita😊

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